Truffa in Egitto, la casa è solo un miraggio

MAURIZIO BOLOGNI

I SOLDI dell’investimento, per acquistare appartamenti di nuova costruzione sul Mar Rosso e Dubai, li hanno versati completamente o solo come acconto. Ma a Marsa Alam e Marsa Matrouh, sulla costa orientale dell’Egitto, hanno trovato solo sabbia dove invece ci sarebbero dovute essere le fondamenta dei nuovi palazzi. Oppure deliziose abitazioni, ma intestate e in qualche caso occupate da altri compratori. Sono 62 gli acquirenti di “case fantasma” truffati, 41 dei quali toscani e soprattutto fiorentini, vittime di un raggiro che è costato loro 3,8 milioni di euro accertati. Ma si ritiene che l’imbroglio possa aver colpito almeno 150 persone per un valore totale di 15 milioni di euro: molti truffati sarebbero stati costretti a rimanere nell’ombra perché hanno investito nell’operazione soldi frutto di evasione fiscale e concluso “l’affare” con pagamenti estero su estero. Per quelli che invece si sono rivolti ai giudici – i toscani assistititi dagli avvocato Matteo Forconi e Francesca Castelli di Firenze e Francesco Mandarano di Prato – è arrivato il momento della resa dei conti. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa di otto promotori. Il 3 maggio l’udienza preliminare presso il Gip di Firenze.

C’è chi nell’acquisto della “casa fantasma” ha bruciato 586mila euro, chi 486mila, otto persone più di 120mila euro, e giù a scendere fino ad un minimo di 3mila euro, la media è di 57mila euro a denunciante. Sono noti industriali e piccoli imprenditori, personaggi legati al calcio che conta e famosi professionisti, medici e odontotecnici, ma anche pensionati e impiegati. Tutti agganciati tra fine 2010 e 2011 e attirati a due convention in un lussuoso resort alle porte di Firenze. Incontri anche in un appartamento preso in affitto nella zona dell’Ugolino, per proporre occasioni di investimento nei resort egiziani di Las Cabanas e a Almaza Bay. In vendita appartamenti sul mare, “opportunità” – spiegano i promotori nel corso dei meeting- per chi aspira a vacanze esotiche, ma anche per chi punta sull’investimento redditizio con garanzia di rendita dell’8% annuo e oltre se si decide di affittare le case. I pagamenti: 1.500 euro alla prenotazione, il 30% al preliminare, il 20% alle fondamenta dell’edificio, il 30% alla copertura del tetto, il 20% alla consegna delle chiavi. In programma viaggi in Egitto per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. L’operazione maggio l’udienza preliminare

sembra seria, la società internazionale, domiciliata in Egitto, che la offre anche attraverso promotori di agenzie commissionarie, appare solida e accreditata. Ma le cose non vanno come promesso.

I proprietari pagano una, due, tre rate. Ma più passa il tempo, più i contatti con la società venditrice diventano difficili, meno trasparenti e tranquillizzanti. Chi decide di andare a verificare di persona in Egitto, trova brutte sorprese. Parte lo scaricabarile tra il costruttore egiziano e la società venditrice in Europa che viene sconfessata dal proprietario dei terreni, il quale dichiara di non aver mai incassato denaro dagli acquirenti. Per i truffati resta l’unica strada di rivolgersi alla magistratura. Che ora porta a richiesta di rinvio a giudizio otto cittadini italiani.

L’operazione riguardava appartamenti nei resort di Las Cabanas e Almaza Bay. Il 3 Dei 62 acquirenti di “abitazioni fantasma” 41 sono toscani e molti di loro sono fiorentini: hanno perso 3,8 milioni.

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Miraggio in Egitto 41 toscani truffati con case fantasma

I SOLDI

dell’investimento, per acquistare appartamenti di nuova costruzione sul Mar Rosso e Dubai, li hanno versati completamente o solo come acconto. Ma a Marsa Alam e Marsa Matrouh, sulla costa orientale dell’Egitto, hanno trovato solo sabbia. Oppure deliziose abitazioni, ma intestate e in qualche caso occupate da altri compratori. Sono 62 gli acquirenti di “case fantasma” truffati, 41 dei quali toscani (soprattutto fiorentini), vittime di un raggiro che è costato loro 3,8 milioni di euro accertati. Ma si ritiene che l’imbroglio possa aver colpito almeno 150 persone per un valore totale di 15 milioni di euro: molti truffati sarebbero stati costretti a rimanere nell’ombra perché hanno investito nell’operazione soldi frutto di evasione fiscale e concluso “l’affare” con pagamenti estero su estero. Per quelli che invece si sono rivolti ai giudici, è arrivato il momento della resa dei conti. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa di otto promotori. Il 3 maggio l’udienza preliminare presso il Gip di Firenze.

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