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GAZZETTINO DEL CHIANTI

Gazzettino del Chianti: 13 Maggio 2026.

Voltiamo Pagina Impruneta: “Opera Pia Vanni condannata, faremo esposto alla Corte dei Conti”

IMPRUNETA – “Un esposto alla Corte dei Conti per verificare un eventuale danno erariale causato dai vertici della principale società controllata dal Comune di Impruneta e dall’omessa vigilanza dell’amministrazione comunale stessa”.
Lo presenteranno i consiglieri comunali del gruppo di opposizione Voltiamo Pagina, Matteo Zoppini e Gabriele Franchi.

Lo faranno, spiegano, “alla luce della sentenza del Tribunale di Firenze che ha condannato l’Azienda pubblica per i servizi alla persona Opera Pia Leopoldo e Giovanni Vanni a restituire alla Società agricola Le Sodera (assistita da Maria Baia dello studio fiorentino Matteo Forconin.d.r.) 109mila euro da questa versate come deposito cauzionale e fondo spese per l’acquisto di un immobile e di terreni di proprietà della ASP poi non concluso e il pagamento di circa 20mila euro di mila euro tra oneri legali ed esborsi sostenuti negli ultimi otto anni”.

“Una battaglia legale – ricordano da Voltiamo Pagina – che ha origine nel gennaio 2018 quando l’Opera Pia Vanni decide di mettere all’asta un immobile e dei terreni agricoli circostanti all’Impruneta, in località Le Sodera. All’incanto partecipa un unico soggetto, la Società Agricola che per anni era stata in affitto, che si aggiudica l’intero lotto versando 71.500 euro di deposito cauzionale e 37.500 euro di fondo spese”.

“Ma prima della firma del contratto – aggiungono – di compravendita emergono alcune difformità tra la volumetria dell’immobile e la planimetria, difformità che rendono impossibile la stipula se non dopo una sanatoria da parte del proprietario. L’ASP non solo si rifiuta di avviare la pratica in sanatoria, sostenendo che la Società agricola ne era al corrente, ma comunica che in caso di mancata stipula del contratto definitivo avrebbe trattenuto la somma già versata dall’offerente”.

“Ed è quello che è accaduto – spiegano Zoppini e Franchi – Nonostante l’impossibilità di procedere con la compravendita l’ASP si rifiuta di restituire le somme versate. Seguono nostre richieste di accesso agli atti puntualmente disattese, reticenze da parte del presidente dell’Opera Pia in Commissione Controllo, con tanto di pesanti offese nei nostri confronti, colpevoli solo di chiedere trasparenza”.

“Oggi, a distanza di otto anni – incalzano i consiglieri comunali – il Tribunale di Firenze dice che avevamo ragione, condannando l’ASP a restituire i 109mila euro e in più i circa 20mila euro di spese legali. Soldi che, se l’ASP avesse agito sin da subito con correttezza e l’amministrazione avesse vigilato, avrebbero potuto avere destinazioni sociali”.

“Inaccettabile che a pagare il prezzo di errori della ASP e del Comune siano i cittadini di Impruneta”, aggiungono Zoppini e Franchi.

Che poi passano a una valutazione di tipo politica su una vicenda che, spiegano, “così come un’altra sempre relativa a immobili dell’Opera Pia, è la riprova dell’arroganza della sinistra imprunetina, dall’amministrazione comunale a tutte le realtà satelliti”.

GAZZETTINO DEL CHIANTI

Gazzettino del Chianti: 19 Marzo 2025.

Si è occupato di “Mostro”, Georgofili e Br: e ora, in pensione, la seconda vita da consulente del giudice Silvio De Luca.
Nella sua “prima vita” anche la voluminosa sentenza che scagionò il farmacista sancascianese Francesco Calamandrei dal sospetto di essere  fra i mandanti degli omicidi del “Mostro di Firenze”

Il magistrato Silvio De Luca si continuerà ad occupare di giustizia

FIRENZE – Nella sua “prima vita” ci sono la voluminosa sentenza che scagiona il farmacista sancascianese Francesco Calamandrei dal sospetto di essere  fra i mandanti degli omicidi del “Mostro di Firenze”, atti dell’inchiesta sulla strage dei Georgofili, l’incriminazione dei nuovi brigatisti rossi capeggiati da Nadia Desdemona Lioce.
Dopo 40 anni, Silvio De Luca va in pensione dalla magistratura. E riparte. Con curiosità e slancio. Lui, capace di spaziare dalla magistratura civile a tutti i ruoli della giustizia penale, con il culto dell’innovazione tecnologica per cercare di trovare soluzioni alle carenze di organico degli uffici giudiziari. Perfino membro del Tribunale regionale delle acque pubbliche presso la Corte d’appello di Venezia, docente di diritto processuale penale presso la Scuola dei marescialli e brigadieri dei carabinieri di Firenze.

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Si è occupato di “Mostro”, Georgofili e Br: ora, in pensione, la seconda vita da consulente del giudice Silvio De Luca

Si è occupato di “Mostro”, Georgofili e Br: e ora, in pensione, la seconda vita da consulente del giudice Silvio De Luca

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